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    RICERCA AVANZATA

Montalto e Tarquinia

Montalto di Castro

Montalto di Castro è stato costruito probabilmente nel XV secolo dagli Orsini, come ricordato dalla lapide posta sulla torre, il castello subì in seguito numerose ristrutturazioni. Per tutto il medioevo fu al centro di continui contrasti tra la Chiesa di Roma e i feudatari locali, tra cui si ricordano gli Aldobrandeschi di Santa Fiora, i Prefetti di Vico e gli Orsini, che edificarono la rocca. Dal 1537 al 1649 fece parte del Ducato di Castro, feudo creato dal Papa Paolo III Farnese per il figlio Pierluigi. Con la distruzione di Castro (1649) Montalto venne reintegrato nello Stato della Chiesa, a cui appartenne fino al 1870. Alla fine del XVIII secolo venne rialzato di un piano e nel secolo scorso vennero aggiunte la loggia e la merlatura attuale. 
I primi tentativi di risanamento delle campagne, per lunghi secoli largamente paludose e afflitte dalla malaria, si ebbero a partire dal XVIII secolo ma è solo nell’ultimo dopoguerra, con la creazione dell’ Ente Maremma, che si è avuta la trasformazione decisiva e queste campagne hanno assunto l’aspetto fertile che oggi vediamo. 
Il paese, per lunghi secoli piccolo borgo agricolo posto all’estremità settentrionale della Tuscia Romana, ha conosciuto un notevole sviluppo economico e demografico negli ultimi trent’ anni. L’agricoltura ed il turismo estivo sono le sue principali risorse, ma anche il turismo culturale ha cominciato ultimamente a sviluppare le grandi potenzialità offerte dal territorio. 
Nei pressi di Montalto era situato Forum Aureli, una delle tante stazioni romane sulla Via Aurelia. IL Castrum Montis Alti è citato per la prima volta in una bolla papale del IX secolo,dove viene elencato tra i possedimenti della Camera Apostolica.  

Il centro storico: piccole piazze, vicoli con tanto di archi, tratti di mura di cinta, lo stesso assetto urbanistico del centro storico evidenziano con particolare suggestione i tratti tipicamente medioevali. L’abitato è dominato dal Castello Guglielmi, il cui nucleo più antico è costituito dall’imponente torre quadrangolare con basamento a scarpa. 
In Piazza Giacomo Matteotti si trova il Palazzo del Comune di Montalto di Castro. La struttura, sorta in origine ai limiti dell’area urbana come convento francescano, venne successivamente trasformata in fortezza dai Farnese e inglobata nella cinta muraria. 
Fuori dal centro storico, in prossimità della Via Aurelia, si incontrano le settecentesche fontane delle Tre Cannelle e del Mascherone, entrambe con lunghe epigrafi sormontate dallo stemma del Comune di Montalto di Castro. 
Lungo la strada per Marina di Montalto di Castro si può notare, sulla sinistra, la chiesa di S. Sisto, costruita dai frati Agostiniani forse nel XIII secolo e in seguito trasformata prima in lazzaretto e quindi in ospedale. La chiesa e l’annesso convento ospiteranno prossimamente il Museo-Centro di Documentazione sull’area archeologica di Vulci. 
Marina di Montalto di Castro è una attrezzata località turistica situata a due chilometri da Montalto. Marina di Montalto si è sviluppata a partire dagli anni Cinquanta. Le ampie spiagge sabbiose, le vaste pinete e le funzionali strutture ricettive fanno di questo centro un luogo ideale per la villeggiatura. Nei pressi della foce del Fiora si trovano un massiccio edificio che fungeva, probabilmente, da magazzino del grano e una torre a pianta quadrata, recentemente restaurata, costruita forse nel XV secolo. 
Più a sud, in località Punta delle Murelle, affiorano a breve distanza dalla riva le antiche strutture del porto Regisvilla. Percorrendo la S.S. Aurelia, dopo aver superato la frazione di Pescia Romana, in direzione Grosseto, arriviamo al Palazzo del Chiarone, l'ex dogana pontificia. Munito di circa 90 stanze, con tanto di appartamento papale, stalle e prigione, risulta oggi completamente abbandonato. Nei dintorni del centro abitato è possibile ammirare i settecenteschi Archi di Pontecchio. Infine, nei pressi del Castello dell'Abbadia (Vulci) è conservato il Casale dell'Osteria, pregevole esempio di architettura colonica risalente al tempo della riforma fondiaria.

Tarquinia

Il profilo di Tarquinia spicca in lontananza.
La città si delinea nettamente e: dapprima le sue torri svettanti, poi le solide mura di macco dorato e infine il Torrione e gli antichi tetti del borgo medievale, i suoi bei giardini che bordano i belvedere panoramici, le sue splendide chiese romaniche che testimoniano la ricchezza di questa oasi che fu meta di personaggi illustri e soggiorno di papi, principi e re.
I suoi monumentali Palazzi sono tesori di architettura e di storia: chi visita Tarquinia scopre una città armoniosa ed equilibrata.
La natura è dappertutto, nei pressi del centro storico e nei quartieri periferici più recenti. Una città verde dove praticare attività sportive, fare passeggiate e riscoprire il piacere, la serenità e la qualità della vita di un tempo.
Le strutture moderne non mancano: campi di calcio, di calcetto, da tennis, piscine scoperte, bocciodromi, un rinomato campo da golf, varie palestre, campi di tiro con l'arco, maneggi, scuole di vela, scuole di windsurf e campi di volo... In autunno e in primavera la Maremma si offre rigogliosa per piacevoli cavalcate attraverso i boschi e le macchie con possibili soste nei vari punti di ristoro agrituristici, oppure lungo il litorale fino ad arrivare alla Riserva Naturale delle Saline, dove è possibile praticare il bird watching.
Nella stagione estiva, un bagno di sole, un tuffo nel blu del mare e poi via, a visitare le aree archeologiche dell'Acropoli e della Necropoli o a passeggio per il borgo medioevale dove profferli, archi e loggiati, austere chiese e possenti palazzi turriti, allietano lo sguardo del visitatore.